La De Rosa Merak, presentata a fine agosto , è l’ultima novità del marchio italiano. Si tratta di una bici all-round ad alte prestazioni, pensata per offrire un ottimo bilanciamento tra peso, stabilità e aerodinamica. Subito dopo IBF abbiamo avuto la possibilità di provarla in un allestimento premium, con gruppo Campagnolo Super Record wireless a 13 velocità e ruote Bora Ultra WTO da 60 mm. Di seguito trovate il nostro consueto test, mentre qui sotto abbiamo racchiuso le considerazioni più importanti in un video di meno di 3 minuti. 1 – Dettagli tecnici - Geometrie La De Rosa Merak è prima di tutto una bici ad alte prestazioni e le geometrie, pur senza estremismi, riflettono quest’indole corsaiola, soprattutto in fatto di stack e reach. Il rapporto stack to reach in taglia 50,5 è di 1,394 e dunque porta a pedalare in una posizione aggressiva. L’angolo piantone, che cambia da taglia a taglia, è piuttosto dritto, mentre quello di sterzo è abbastanza aperto per una bici da competizione: un dettaglio che contribuisce ad aumentare la stabilità alle alte velocità, una delle prerogative di questa bici. La De Rosa Merak è disponibile in ben 8 misure , dalla 42,5 alla 56,5, dunque almeno una o due in più rispetto alla media dei competitor. Qui sotto trovate la tabella taglie nel dettaglio: - Assetto in sella Sono alto 183 cm, pedalo a 77,5 cm e potrei utilizzare sia una taglia 50,5 che una 52,5. Per il test ho scelto una 50,5, che mi ha permesso una posizione più grintosa e corsaiola.
Manutenzione: regolare il cambio della bici da corsa. Ecco come… forum
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Negli ultimi anni il consumo di zuccheri nel ciclismo è cresciuto a ritmo esponenziale. Se fino a poco tempo fa la regola d'oro per le lunghe uscite era mantenersi sui 60 grammi di carboidrati all'ora , oggi tra le ammiraglie del World Tour si parla normalmente di 100/120 grammi/ora e oltre. Foto: A.S.O. / Billy Ceusters Per raggiungere queste quote molti ciclisti hanno iniziato a integrare la nutrizione in corsa con soluzioni da supermercato. Su tutti marshmallow abbinati al riso soffiato (foto sotto), gelatine e orsetti gommosi . Un'idea brillante per il portafoglio e il palato che però nasconde una domanda crescente tra appassionati e addetti ai lavori: la costante spinta verso il consumo di zuccheri è davvero priva di controindicazioni? Foto: sprinkleofthis.com Troppi zuccheri nel ciclismo? L'era dei marshmallow La svolta "dolciaria" nasce da due esigenze concrete. - Evitare la flavor fatigue (nausea da sapore) Mandare giù due, tre, quattro gel all'ora nel corso di una prestazione di lunga durata genera una notevole saturazione gastrica e papillare. I marshmallow e le caramelle gommose, che fino a poco tempo fa erano considerati "cibo spazzatura", si sciolgono facilmente in bocca e spezzano la monotonia. - Glucosio e zuccheri semplici I marshmallow così come le caramelle gommose sono composti quasi interamente da sciroppo di glucosio e zucchero, senza grassi o fibre che rallenterebbero la digestione. Dal punto di vista puramente chimico, forniscono energia ultra-rapida a
La maglia di campione del mondo rimane in casa UAE Team Emirates-XRG per il terzo anno consecutivo e così, dopo quelle per Pogačar , Colnago ha preparato una nuova Y1Rs iridata per McNulty, che la userà domani (sabato 3 ottobre) al Giro dell’Emilia. La livrea è caratterizzata da una base nera e inevitabilmente ricorda quella già usata da Tadej negli anni scorsi, ma con i colori dell’iride che ora occupano maggiore spazio. Inoltre ci sono altri piccoli dettagli che la rendono unica. Questa speciale livrea è realizzata esclusivamente per McNulty e non sarà disponibile per la vendita. Colnago Y1Rs iridata per McNulty: i dettagli Il telaio presenta una base nera glossy , arricchita da un sottile effetto glitter integrato nella finitura. Alla luce, le particelle creano una costellazione di piccoli punti sulla superficie: un dettaglio che richiama in modo discreto le stelle della bandiera americana , rendendo omaggio a Brandon McNulty. Sul fondo nero, i tradizionali colori iridati vengono reinterpretati attraverso un bold colour-block , con bande nette e decise di blu, rosso, giallo e verde che si sviluppano lungo il telaio, i foderi posteriori e i foderi della forcella. Il logo Colnago sul tubo obliquo presenta una finitura iridescente e olografica , che crea un gioco di colori cangiante quando il telaio viene colpito dalla luce, completando la vivace grafica ispirata alla maglia iridata. La celebrazione della vittoria prosegue anche nei piccoli dettagli. Sul frontalino troviamo i
Mancano ormai pochi giorni a L’Eroica 2026, la regina delle ciclostoriche, che ormai è diventata un evento globale a cui migliaia di ciclisti fanno a gara per partecipare. Quasi trent’anni fa Giancarlo Brocci invitò i primi ciclisti a pedalare sulle strade del Chianti, dentro quell’idea del Parco Ciclistico del Chianti che aveva immaginato qualche tempo prima. Oggi quelle stesse strade sono diventate una delle mete più desiderate al mondo per il turismo in bicicletta. È cambiata la dimensione, è cresciuta la comunità, ma è rimasto lo spirito di allora: la bellezza della fatica e il gusto dell’impresa . Sabato i percorsi lunghi, domenica quelli corti Come ormai succede da qualche anno, L’Eroica 2026 ha in programma i percorsi lunghi al sabato e i percorsi più corti la domenica. Sabato 3 ottobre Percorso lungo L’Eroico: 210,9 km - 3.873 m D+ Percorso medio Crete Senesi: 132,5 km - 2.327 m D+ Domenica 4 ottobre Percorso Cento Val d’Arbia: 106,3 km - 1.795 m D+ Percorso Medio Gallo Nero: 80,7 km - 1.612 m D+ Percorso Corto Valle del Chianti: 45,1 km - 755 m D+ QUI trovate dettagli e tracce GPX di tutti i percorsi. QUI invece il programma completo dell'evento a partire da giovedì 1° ottobre. 9.000 partecipanti da tutto il mondo Per l’edizione 2026 gli organizzatori dichiarano circa 9.000 iscritti, di cui il 12% sono donne . Se si guarda alla provenienza degli iscritti italiani, la Lombardia è la regione più rappresentata, con il 28,18 per cento , seguita dalla Toscana con il 22,12
L’appuntamento è fissato per sabato 24 e domenica 25 ottobre presso l’agriturismo Val Verde, nel cuore dei Colli Berici, che ospiterà la prima edizione di Scott On Tour Veneto. Un week-end dedicato al test di bici da strada, gravel ed e-Mtb, con oltre 40 modelli a disposizione. Dopo il successo del format sviluppato negli anni in Piemonte, Scott porta per la prima volta in Veneto lo Scott On Tour, un evento realizzato in collaborazione con i dealer del territorio che consentirà agli appassionati di provare sul campo le principali novità della gamma 2027. All’evento parteciperanno i seguenti dealer ufficiali: • BICICLETTE PASSIONE 'BICICLETTE PASSIONE S.A.S.' • FRATELLI STEFANELLI Cicli • CICLI ROSSI • CICLI FORTUNA • FUTURA CYCLING • RECORD BIKE • BIKE EVO • BICIVERDE Scott On Tour Veneto: come funziona Scott metterà a disposizione un parco di circa 40 bici test, con particolare attenzione alle nuove Scott Spark RC, Scott Addict Gravel , Scott Strike eRIDE. Per garantire la migliore esperienza possibile, saranno predisposti percorsi segnalati specifici ad eccezione dei tour stradali. I test si svolgeranno attraverso slot della durata di 1 ora e 15 minuti , consentendo a tutti gli appassionati di valutare con calma caratteristiche, prestazioni e tecnologie dei diversi modelli. Lo staff Scott e i dealer partner presenti durante l'evento saranno a disposizione per fornire supporto tecnico, consigli e approfondimenti sui prodotti. A rendere ancora più speciale il weekend ci sarà
Nel World Tour c'è un'anomalia . Tra i 16 costruttori di biciclette il colosso cinese Xidesheng Bicycle Co., Ltd. (XDS) è l'unica realtà che non mette a disposizione del pubblico occidentale i mezzi utilizzati dai pro'. A configurare un caso più unico che raro c'è il fatto che il marchio è primo sponsor di una squadra. Qualcosa però sta cambiando. XDS e X-LAB arrivano in Europa con una visione e una strategia commerciale ben precisa. L'evento d'inaugurazione del mercato malese a poche ore dalla partenza del Tour de Langkawi. Foto: XDS Astana Team Il motivo che sostiene questa affermazione è da ricercare negli ultimi aggiornamenti del sito xds.co, vera e propria vetrina internazionale del marchio proprietario X-Lab dedicato all'alta prestazione. La vittoria di Alberto Bettiol al Giro d'Italia. Foto: LaPresse XDS e X-LAB arrivano in Europa via USA Per anni XDS ha operato principalmente dietro le quinte come partner industriale (OEM/ODM) per svariati marchi globali. Secondo quanto riportato da Bloomberg l'azienda cinese stima che "circa un quarto delle bici vincitrici di tappa al Tour de France siano prodotte nei suoi stabilimenti". E non stentiamo a crederlo visto che in occasione della festa per i 50 anni di Trek in quel di Waterloo (Wisconsin, Stati Uniti) erano presenti anche alcuni rappresentanti di XDS. Senza dimenticare che il marchio cinese figurava, assieme a Giant, tra gli sponsor della pedalata di beneficenza Trek 100. Un intreccio curioso che diventa ancora più inter
Nel ciclismo professionistico c'è un legame che non viene mai infranto alla luce del sole: l'accordo di sponsorizzazione tra una squadra e un partner tecnico. Proprio in virtù di questo dogma, vedere Tom Pidcock ai Mondiali con ruote Partington R-Series Performance ha finito per suscitare un certo clamore. Dietro all'audace scelta che ha portato il campione britannico del Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team a scegliere le ruote prodotte da una piccola azienda australiana in uno degli eventi più importanti dell'anno c'è un curioso intreccio... Pidcock ai Mondiali con ruote Partington: quando la zona è grigia A scatenare il tam tam sul web e sui social non è stata soltanto la cifra da capogiro del set che per la cronaca ha un prezzo di listino pari a 6.083 euro (4.986 euro IVA esclusa). Quando un corridore indossa la maglia della propria Nazionale, entra in una sottile e affascinante zona grigia. I vincoli in essere durante la stagione diventano per poche ore più elastici. È un equilibrio delicato in cui la ricerca maniacale di ogni minimo possibile vantaggio prevale sulla logica al punto da configurare un ritorno d'immagine a costo zero . Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da PINARELLO (@pinarello_official) Non è la prima volta che un nome di primo piano si smarca dagli accordi di sponsorizzazione. Ricordate la vittoria di Cipollini a Zolder nel 2002 ? Re Leone vinse su ruote Lightweight "anonime" in barba all'accordo in vigore con Mavic. La cosa interessante è
Con la vendita al miglior offerente su Match worn shirt dei cinque esemplari Wilier Filante We Ride Paris entra nel vivo la fase finale del progetto solidale We Ride Paris , promosso dal Paris Saint-Germain in collaborazione con il team Groupama-FDJ, FDJ, Zwift, Whoop e il marchio di Rossano Veneto (VI). Wilier Filante We Ride Paris: prestazioni, estetica e beneficenza Le cinque biciclette uniscono tutte le specifiche tecniche della piattaforma Wilier Filante SLR ID2 a elementi di design contemporaneo ispirati all'universo PSG, squadra campione d'Europa. Alla base di questo stile esclusivo c'è la mano dell'artista di fama internazionale Edgar Plans con il progetto esecutivo firmato Lumar Colors . Disponibili nelle taglie S, M e L , le Wilier Filante We Ride Paris sono da considerarsi a tutti gli effetti pezzi da collezione non solo per via della base d'asta che per ogni esemplare parte da 12.295 euro . 100% beneficenza L'intero ricavato netto ottenuto da questa operazione sarà equamente suddiviso e devoluto a due importanti realtà legate alla squadra parigina campione d'Europa. - PSG for Communities (tramite il Paris Saint-Germain Endowment Fund). Obiettivo: promuovere la solidarietà e l'inclusione giovanile attraverso lo sport. - Fondazione Xana , realtà fondata dall'attuale allenatore del PSG Luis Enrique , assieme alla moglie Elena Cullell, in memoria della figlia Xana scomparsa nel 2019 all'età di nove anni a causa di un osteosarcoma. L'organizzazione è impegnata nel supp
Archiviati i Mondiali è l'ora degli Europei di ciclismo 2026 . Il copione si ripete come lo scorso anno con una modifica: la rassegna continentale di Lubiana (Slovenia) che va in scena dal 2 al 7 ottobre propone prima le gare in linea e a seguire tutte le cronometro. Il grande assente sarà Tadej Pogačar . L'idolo di casa, campione uscente, a causa dei postumi della rovinosa caduta alla Vuelta non parteciperà al più grande evento ciclistico mai organizzato nel suo paese anche se figura nell'elenco iscritti diffuso dalla Federazione. Oltre 800 i ciclisti attesi in Slovenia provenienti da più di 50 nazioni . 14 in tutto le gare in programma. Il trionfo di Pogačar lo scorso anno in Francia Europei di ciclismo 2026, gare in linea: il percorso e programma Il tracciato replica il format del Mondiale con un dettaglio che semplifica non solo l'organizzazione, ma anche l'interpretazione delle varie prove, cronometro incluse. Le gare, infatti, si svolgono tutte sul circuito di Šenčur , località situata nei pressi dell'aeroporto di Lubiana. Ogni giro misura 22,1 km e presenta un dislivello di 367 metri . Europei di ciclismo 2026: il circuito di Šenčur Dopo il traguardo la strada sale gradualmente con una breve ascesa attraverso Olševek. Superato l'abitato di Tupaliče, la svolta a destra segna l'inizio della salita che conduce a Možjanca, punto chiave del circuito : 2,1 km, pendenza media 10,2%, pendenza massima 15,8%. Una volta in vetta c'è da affrontare un falsopiano vallonato di 3,5 km
Shimano ha condiviso i risultati di una ricerca, effettuata in tutta Europa nel corso del 2025, sull’uso della bicicletta come mezzo per il benessere fisico e per la mobilità sana e sostenibile: il rapporto " State of the Nation ", che ha coinvolto 25.000 persone in 25 Paesi europei , ha evidenziato soprattutto tre sfide che potrebbero influenzare il futuro del ciclismo e la sua percezione da parte della popolazione. Shimano ha indagato tre aspetti: 1 - la manutenzione delle biciclette, 2 - la sicurezza di bambini e ragazzi in bicicletta, 3 - il ritmo di sviluppo delle infrastrutture . Ma prima di tutto partiamo da un dato: quante persone possiedono una bicicletta. Dal grafico sottostante, si vede che la situazione europea è piuttosto variegata: si va dal 90% dei Paesi Bassi fino al 48% del Regno Unito. L’Italia si attesta nel gruppetto dei primi, con circa tre quarti della popolazione in possesso di una bicicletta. 1 - La manutenzione Forse il dato più preoccupante è che 121 milioni di persone in Europa pedalano meno a causa delle difficoltà nell'accedere a servizi di riparazione e manutenzione. Complessivamente, si stima che 212 milioni di persone incontrino ostacoli legati alla manutenzione , come costi elevati, lunghi tempi di attesa, mancanza di officine locali o orari di apertura limitati. Le barriere maggiori legate alla manutenzione si rilevano nei Paesi dell’Est Europa; in Italia il 46,9% ha dichiarato di incontrare difficoltà. In generale, i giovani risultano maggio
Dopo aver visto da vicino la Specialized di Evenepoel , entriamo nei dettagli della Trek di Ciccone per il Mondiale di Montréal. Foto Leon van Bon Remco è il favorito numero uno. Giulio sarà una delle nostre punte. La nazionale azzurra non parte con i favori del pronostico, non ha in squadra un super favorito, ma una serie di guastatori che su un percorso così nervoso possono ambire al podio . Ciccone è uno di questi e lo ha già dimostrato al GP di Montréal e al GP de Québec chiusi rispettivamente al settimo e al secondo posto (immagini qui sotto). Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Grands Prix Cyclistes (@grandsprixcyclistes) Telaio Trek Madone SLR Gen 8 Ciccone utilizza come al solito un telaio Trek Madone SLR Gen 8 in taglia M. Le foto che vedete in questo articolo, scattate il venerdì prima della gara, mostrano la versione Matte Deep Smoke già usata al Giro d’Italia per le tappe di salita. Alla fine Giulio ha deciso di usare la versione “classica” con la grafica del team. Le due bici sono praticamente identiche dal punto di vista tecnico, ma la Deep Smoke è qualche decina di grammi più leggera per via dell’assenza di verniciatura. Bici in carbonio OCLV 900, il più pregiato di casa Trek. Il sistema IsoFlow migliora comfort e aerodinamica. In alto a destra il supporto porta numero stampato in 3D. Foto Leon van Bon Tra le particolarità, vi segnaliamo l’adesivo con il Pirata sul tubo orizzontale: un omaggio a Marco Pantani, idolo di Giulio sin da piccolo
La Colnago di Elisa Longo Borghini per il Mondiale di Montréal avrà una colorazione speciale , realizzata appositamente per l’occasione. La capitana della nostra nazionale è reduce da un’ottima prova a cronometro e tutti ci auguriamo che potrà essere protagonista anche nella gara in linea. La cosa certa è che Elisa darà tutto, perché è un’atleta che ha grinta e carattere da vendere. Foto credit Colnago - Leon Van Bon Il telaio della sua V5Rs presenta diverse tonalità di blu , abbinate ai loghi Colnago in argento e a dettagli dorati distribuiti su alcuni componenti della bicicletta, come i perni ruota e il forcellino posteriore firmati da Carbon-Ti. Foto credit Colnago - Leon Van Bon La Colnago V5Rs è la bici più leggera proposta dall’azienda italiana ed è anche la più utilizzata dalle ragazze dell’UAE Team ADQ, al contrario degli uomini che invece usano quasi sempre la Y1Rs . È una questione di feeling, ma probabilmente anche delle velocità tenute in gara. Il solo telaio ha un peso dichiarato di 685 grammi in taglia 48.5, a cui si aggiungono i 342 grammi della forcella. La Colnago di Elisa Longo Borghini: dettagli tecnici La Colnago di Elisa Longo Borghini è montata con gruppo Shimano Dura-Ace Di2. Guarnitura anteriore con powermeter e rapporti 54-40 . Aste da 170 mm . Cassetta posteriore 11-34. Dura-Ace sono anche i pedali. Foto credit Colnago - Leon Van Bon Tra le chicche, già viste anche sulla bici di Tadej Pogacar, ci sono i perni passanti e il forcellino del cambio dorat
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