Attenzione: si parla di un disegno di legge (DDL) approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026, non ancora di una legge in vigore . La misura dovrebbe superare il passaggio in Parlamento entro fine 2026 e il testo potrebbe cambiare. I dati che seguono sono aggiornati a ottobre 2026 e vanno sempre verificati con un commercialista o un professionista di fiducia prima di prendere qualunque decisione. Tra le novità della Manovra 2027 c’è una misura pensata per chi affitta casa ai giovani: una cedolare secca ridotta all’1% sui contratti a canone concordato quando l’inquilino ha fino a 35 anni. È un’agevolazione mirata, diversa dall’aliquota ordinaria, che tocca da vicino proprietari, agenzie e ragazzi under 35 in cerca di casa. In questo articolo ci concentriamo solo su questo angolo specifico. Per il quadro completo della riforma rimandiamo alla guida completa alla cedolare 2027 sul canone concordato . Cosa cambierebbe per gli affitti ai giovani Oggi un contratto a canone concordato con cedolare secca sconta un’aliquota del 10%. Il DDL prevede due novità: una nuova aliquota ordinaria al 5% per il concordato e, per i contratti con inquilino under 35, una cedolare agevolata all’ 1% . La decorrenza sarebbe dal 2027. Situazione Aliquota cedolare Canone concordato oggi 10% Nuova aliquota ordinaria concordato (2027) 5% Inquilino under 35 (2027) 1% Chi è l’inquilino “under 35” e come conta l’età Il punto chiave, spesso frainteso: conta l’età dell’ inquilino (conduttore), non
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Attenzione: si parla di un disegno di legge (DDL) approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026, non ancora di una legge in vigore . La misura dovrebbe superare il passaggio in Parlamento entro fine 2026 e il testo potrebbe cambiare. I dati che seguono sono aggiornati a ottobre 2026 e vanno sempre verificati con un commercialista o un professionista di fiducia prima di prendere qualunque decisione. Tra le novità della Manovra 2027 c’è una misura pensata per chi affitta casa ai giovani: una cedolare secca ridotta all’1% sui contratti a canone concordato quando l’inquilino ha fino a 35 anni. È un’agevolazione mirata, diversa dall’aliquota ordinaria, che tocca da vicino proprietari, agenzie e ragazzi under 35 in cerca di casa. In questo articolo ci concentriamo solo su questo angolo specifico. Per il quadro completo della riforma rimandiamo alla guida completa alla cedolare 2027 sul canone concordato . Cosa cambierebbe per gli affitti ai giovani Oggi un contratto a canone concordato con cedolare secca sconta un’aliquota del 10%. Il DDL prevede due novità: una nuova aliquota ordinaria al 5% per il concordato e, per i contratti con inquilino under 35, una cedolare agevolata all’ 1% . La decorrenza sarebbe dal 2027. Situazione Aliquota cedolare Canone concordato oggi 10% Nuova aliquota ordinaria concordato (2027) 5% Inquilino under 35 (2027) 1% Chi è l’inquilino “under 35” e come conta l’età Il punto chiave, spesso frainteso: conta l’età dell’ inquilino (conduttore), non
Attenzione: misura in arrivo, non ancora legge. Il taglio della cedolare secca è contenuto nel disegno di legge di Bilancio 2027 (DDL), approvato in Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026. Per diventare operativo deve essere approvato dal Parlamento entro fine 2026 e il testo definitivo può ancora cambiare. I numeri di questo articolo vanno quindi letti come previsioni. Aggiornato a ottobre 2026. La bozza della Manovra 2027 porta una delle novità più attese da chi affitta casa: la cedolare secca sul canone concordato scenderebbe dal 10% al 5% , con un’aliquota ancora più bassa, all’1% , quando l’inquilino ha un’età non superiore a 35 anni alla firma del contratto. In questa guida la Redazione di DokiCasa spiega, passo per passo, cosa cambierebbe, chi ne beneficia, quanto si risparmia e come muoversi fin da ora, senza anticipare decisioni che spettano al Parlamento. Cosa cambia con la Manovra 2027 Oggi chi sceglie la cedolare secca su un contratto a canone concordato paga un’imposta sostitutiva del 10% sul canone annuo. Il DDL di Bilancio 2027 prevede due interventi: l’aliquota ordinaria sul canone concordato scenderebbe dal 10% al 5% ; per i contratti in cui l’inquilino ha fino a 35 anni al momento della firma, l’aliquota sarebbe dell’1% . Per avere un termine di paragone: la cedolare sul mercato libero resta al 21%, mentre quella sul canone concordato è oggi al 10%. Se la misura venisse confermata, il canone concordato diventerebbe quindi ancora più conveniente rispetto a
Attenzione: misura in arrivo, non ancora legge. Il taglio della cedolare secca è contenuto nel disegno di legge di Bilancio 2027 (DDL), approvato in Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026. Per diventare operativo deve essere approvato dal Parlamento entro fine 2026 e il testo definitivo può ancora cambiare. I numeri di questo articolo vanno quindi letti come previsioni. Aggiornato a ottobre 2026. La bozza della Manovra 2027 porta una delle novità più attese da chi affitta casa: la cedolare secca sul canone concordato scenderebbe dal 10% al 5% , con un’aliquota ancora più bassa, all’1% , quando l’inquilino ha un’età non superiore a 35 anni alla firma del contratto. In questa guida la Redazione di DokiCasa spiega, passo per passo, cosa cambierebbe, chi ne beneficia, quanto si risparmia e come muoversi fin da ora, senza anticipare decisioni che spettano al Parlamento. Cosa cambia con la Manovra 2027 Oggi chi sceglie la cedolare secca su un contratto a canone concordato paga un’imposta sostitutiva del 10% sul canone annuo. Il DDL di Bilancio 2027 prevede due interventi: l’aliquota ordinaria sul canone concordato scenderebbe dal 10% al 5% ; per i contratti in cui l’inquilino ha fino a 35 anni al momento della firma, l’aliquota sarebbe dell’1% . Per avere un termine di paragone: la cedolare sul mercato libero resta al 21%, mentre quella sul canone concordato è oggi al 10%. Se la misura venisse confermata, il canone concordato diventerebbe quindi ancora più conveniente rispetto a
A Monza il canone concordato si calcola a partire dall’accordo territoriale vigente per Monza e Brianza. In questa guida la redazione DokiCasa spiega come funziona, come si determina il canone partendo da zona, fascia e correttivi, quali contratti sono ammessi e quali vantaggi fiscali spettano al proprietario. In questo articolo L’accordo territoriale di Monza e Brianza Come si calcola il canone: zone, fasce e correttivi Le tipologie contrattuali ammesse Vantaggi fiscali per il proprietario Monza e i comuni della Brianza Certificazione e attestazione di rispondenza Il canone concordato è la formula di locazione a uso abitativo in cui il canone non è libero ma viene definito entro limiti minimi e massimi stabiliti da un accordo territoriale, siglato tra le associazioni dei proprietari e quelle degli inquilini. In cambio di questo vincolo il proprietario ottiene agevolazioni fiscali importanti, mentre l’inquilino paga un affitto in linea con i valori della zona. Monza, capoluogo della provincia di Monza e Brianza, è un mercato locativo molto attivo, vicino a Milano e ben collegato. Per un quadro generale sul meccanismo, puoi consultare la guida nazionale al calcolo del canone concordato ; qui entriamo nello specifico del caso monzese. L’accordo territoriale di Monza e Brianza A Monza il canone concordato si basa sull’ accordo territoriale vigente per Monza e Brianza , sottoscritto dalle associazioni dei proprietari, degli inquilini e degli intermediari insieme ai Comuni del ter
A Monza il canone concordato si calcola a partire dall’accordo territoriale vigente per Monza e Brianza. In questa guida la redazione DokiCasa spiega come funziona, come si determina il canone partendo da zona, fascia e correttivi, quali contratti sono ammessi e quali vantaggi fiscali spettano al proprietario. In questo articolo L’accordo territoriale di Monza e Brianza Come si calcola il canone: zone, fasce e correttivi Le tipologie contrattuali ammesse Vantaggi fiscali per il proprietario Monza e i comuni della Brianza Certificazione e attestazione di rispondenza Il canone concordato è la formula di locazione a uso abitativo in cui il canone non è libero ma viene definito entro limiti minimi e massimi stabiliti da un accordo territoriale, siglato tra le associazioni dei proprietari e quelle degli inquilini. In cambio di questo vincolo il proprietario ottiene agevolazioni fiscali importanti, mentre l’inquilino paga un affitto in linea con i valori della zona. Monza, capoluogo della provincia di Monza e Brianza, è un mercato locativo molto attivo, vicino a Milano e ben collegato. Per un quadro generale sul meccanismo, puoi consultare la guida nazionale al calcolo del canone concordato ; qui entriamo nello specifico del caso monzese. L’accordo territoriale di Monza e Brianza A Monza il canone concordato si basa sull’ accordo territoriale vigente per Monza e Brianza , sottoscritto dalle associazioni dei proprietari, degli inquilini e degli intermediari insieme ai Comuni del ter
A Palermo il canone concordato si calcola a partire dall’accordo territoriale della città, che suddivide il territorio in zone e fasce con valori minimi e massimi. In questa guida la redazione DokiCasa spiega come funziona il calcolo, quali contratti sono ammessi, quali vantaggi fiscali spettano al proprietario e perché serve l’attestazione di rispondenza. In questo articolo L’accordo territoriale di Palermo Come si calcola il canone: zone, fasce e correttivi Le tipologie contrattuali ammesse Vantaggi fiscali per il proprietario Palermo e i comuni della provincia Certificazione e attestazione di rispondenza Il canone concordato è la formula di locazione a uso abitativo in cui il canone non è libero ma viene definito entro limiti minimi e massimi stabiliti da un accordo territoriale, siglato tra le associazioni dei proprietari e quelle degli inquilini. In cambio di questo vincolo il proprietario ottiene agevolazioni fiscali importanti, mentre l’inquilino paga un affitto in linea con i valori della zona. Palermo rientra tra i comuni classificati ad alta tensione abitativa, e questa formula è particolarmente rilevante per chi affitta in città. Per un quadro generale sul meccanismo, puoi consultare la guida nazionale al calcolo del canone concordato ; qui entriamo nello specifico del caso palermitano. L’accordo territoriale di Palermo Il canone concordato a Palermo si basa sull’ accordo territoriale vigente per il Comune , definito tra le organizzazioni dei proprietari e quelle d
A Palermo il canone concordato si calcola a partire dall’accordo territoriale della città, che suddivide il territorio in zone e fasce con valori minimi e massimi. In questa guida la redazione DokiCasa spiega come funziona il calcolo, quali contratti sono ammessi, quali vantaggi fiscali spettano al proprietario e perché serve l’attestazione di rispondenza. In questo articolo L’accordo territoriale di Palermo Come si calcola il canone: zone, fasce e correttivi Le tipologie contrattuali ammesse Vantaggi fiscali per il proprietario Palermo e i comuni della provincia Certificazione e attestazione di rispondenza Il canone concordato è la formula di locazione a uso abitativo in cui il canone non è libero ma viene definito entro limiti minimi e massimi stabiliti da un accordo territoriale, siglato tra le associazioni dei proprietari e quelle degli inquilini. In cambio di questo vincolo il proprietario ottiene agevolazioni fiscali importanti, mentre l’inquilino paga un affitto in linea con i valori della zona. Palermo rientra tra i comuni classificati ad alta tensione abitativa, e questa formula è particolarmente rilevante per chi affitta in città. Per un quadro generale sul meccanismo, puoi consultare la guida nazionale al calcolo del canone concordato ; qui entriamo nello specifico del caso palermitano. L’accordo territoriale di Palermo Il canone concordato a Palermo si basa sull’ accordo territoriale vigente per il Comune , definito tra le organizzazioni dei proprietari e quelle d
A Torino il canone concordato si basa sull’accordo territoriale del Comune, nella versione depositata il 15 aprile 2024 e in vigore dal 1° maggio 2024. In questa guida la redazione DokiCasa spiega come funziona, come si calcola il canone partendo da area omogenea, microzona e correttivi, quali contratti sono ammessi e quali vantaggi fiscali spettano al proprietario. In questo articolo L’accordo territoriale di Torino Come si calcola il canone: zone, fasce e correttivi Le tipologie contrattuali ammesse Vantaggi fiscali per il proprietario Torino e gli altri comuni dell’area torinese Certificazione e attestazione di rispondenza Il canone concordato è la formula di locazione a uso abitativo in cui il canone non è libero ma viene definito entro limiti minimi e massimi stabiliti da un accordo territoriale, siglato tra le associazioni dei proprietari e quelle degli inquilini. In cambio di questo vincolo il proprietario ottiene agevolazioni fiscali importanti, mentre l’inquilino paga un affitto in linea con i valori della zona. A Torino questa formula è regolata da un accordo del Comune attuativo della Legge 431/1998 e del decreto ministeriale del 16 gennaio 2017. Per un quadro generale sul meccanismo, puoi consultare la guida nazionale al calcolo del canone concordato ; qui entriamo nello specifico del caso torinese. L’accordo territoriale di Torino L’accordo di riferimento per Torino è il testo consolidato del 6 dicembre 2022, aggiornato con la versione depositata il 15 aprile 202
A Torino il canone concordato si basa sull’accordo territoriale del Comune, nella versione depositata il 15 aprile 2024 e in vigore dal 1° maggio 2024. In questa guida la redazione DokiCasa spiega come funziona, come si calcola il canone partendo da area omogenea, microzona e correttivi, quali contratti sono ammessi e quali vantaggi fiscali spettano al proprietario. In questo articolo L’accordo territoriale di Torino Come si calcola il canone: zone, fasce e correttivi Le tipologie contrattuali ammesse Vantaggi fiscali per il proprietario Torino e gli altri comuni dell’area torinese Certificazione e attestazione di rispondenza Il canone concordato è la formula di locazione a uso abitativo in cui il canone non è libero ma viene definito entro limiti minimi e massimi stabiliti da un accordo territoriale, siglato tra le associazioni dei proprietari e quelle degli inquilini. In cambio di questo vincolo il proprietario ottiene agevolazioni fiscali importanti, mentre l’inquilino paga un affitto in linea con i valori della zona. A Torino questa formula è regolata da un accordo del Comune attuativo della Legge 431/1998 e del decreto ministeriale del 16 gennaio 2017. Per un quadro generale sul meccanismo, puoi consultare la guida nazionale al calcolo del canone concordato ; qui entriamo nello specifico del caso torinese. L’accordo territoriale di Torino L’accordo di riferimento per Torino è il testo consolidato del 6 dicembre 2022, aggiornato con la versione depositata il 15 aprile 202
Padova è una delle città universitarie più vivaci del Nord Italia e il canone concordato è una formula molto usata per locare casa a studenti, lavoratori e famiglie. In questa guida la redazione DokiCasa spiega come funziona l’accordo territoriale, come si calcola il canone partendo da zona, fascia e correttivi, quali contratti sono ammessi e quali vantaggi fiscali spettano al proprietario. In questo articolo L’accordo territoriale di Padova Come si calcola il canone: zone, fasce e correttivi Le tipologie contrattuali ammesse Vantaggi fiscali per il proprietario Padova città e i comuni della provincia Certificazione e attestazione di rispondenza Il canone concordato è la formula di locazione a uso abitativo in cui il canone non è libero ma viene definito entro limiti minimi e massimi stabiliti da un accordo territoriale, siglato tra le associazioni dei proprietari e quelle degli inquilini. In cambio di questo vincolo il proprietario ottiene agevolazioni fiscali importanti, mentre l’inquilino paga un affitto in linea con i valori della zona. A Padova, dove la presenza dell’università rende la domanda di alloggi costante durante tutto l’anno accademico, questa formula è particolarmente rilevante. Per un quadro generale sul meccanismo, puoi consultare la guida nazionale al calcolo del canone concordato ; qui entriamo nello specifico del caso padovano. L’accordo territoriale di Padova A Padova il canone concordato non è libero: si calcola prendendo come riferimento l’accordo terr
Padova è una delle città universitarie più vivaci del Nord Italia e il canone concordato è una formula molto usata per locare casa a studenti, lavoratori e famiglie. In questa guida la redazione DokiCasa spiega come funziona l’accordo territoriale, come si calcola il canone partendo da zona, fascia e correttivi, quali contratti sono ammessi e quali vantaggi fiscali spettano al proprietario. In questo articolo L’accordo territoriale di Padova Come si calcola il canone: zone, fasce e correttivi Le tipologie contrattuali ammesse Vantaggi fiscali per il proprietario Padova città e i comuni della provincia Certificazione e attestazione di rispondenza Il canone concordato è la formula di locazione a uso abitativo in cui il canone non è libero ma viene definito entro limiti minimi e massimi stabiliti da un accordo territoriale, siglato tra le associazioni dei proprietari e quelle degli inquilini. In cambio di questo vincolo il proprietario ottiene agevolazioni fiscali importanti, mentre l’inquilino paga un affitto in linea con i valori della zona. A Padova, dove la presenza dell’università rende la domanda di alloggi costante durante tutto l’anno accademico, questa formula è particolarmente rilevante. Per un quadro generale sul meccanismo, puoi consultare la guida nazionale al calcolo del canone concordato ; qui entriamo nello specifico del caso padovano. L’accordo territoriale di Padova A Padova il canone concordato non è libero: si calcola prendendo come riferimento l’accordo terr
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