SOSTE NUOVE SU ” NEL CORSO DEL TEMPO” In collaborazione con il Rifugio Pontese, il negozio Mountain Sicks e in accordo con gli apritori, abbiamo sostituito le vecchie soste della via. Ora tutte le soste sono con catena e moschettone a ghiera ad alto carico. L’intento, oltre a prendersi cura di un itinerario di riferimento, è stato quello di rendere riconoscibili gli ancoraggi utilizzati dalla maggior parte delle cordate in discesa in doppia dall’anticima.
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Placca perfettamente asciutta anche dopo la debole pioggia di questa notte, falesia giustamente molto frequentata.
Bello il tiro del diedro, il resto piuttosto discontinua. Richiodata recentemente, soste su resinati. Forse i passaggi e la stessa via un po troppo sopravvalutati. La parete è un forno.
Per alcuni bulloni allentati dalle mungiture: la chiave è del 13. Volendo aggirare il duro inizio di L6 forse è da stare a *sinistra* a biella chiusa sul bordo dello spigolo (guardato pure a destra del 1° fix: non c’è nulla); non è comunque semplice, è una posizione difficile da tenere per rinviare il 2° ed è più expo in caso di volo. Gli altri singoli più duri sono A0-abili: in altri lidi s’è trovato un impegno meno tapasc’-friendly. Doppie lineari, veloci e senza rischi, l’ultima di 60 m esatti da S2 deposita sull’erba 15 m a monte dell’attacco. Strepitoso il muro verticale a knobs di “Mai gridare al lupo”, prima via aperta nel settore che sulla carta è duro fès ma par ‘na ciodera, sebbene la datazione al carbonio-14 la faccia risalire all’era del perforatore a mano.
Via interessante. Chiodatura ascellare, roccia forse non al livello di altre vie sulle placche gialle ma comunque buona, arrampicata varia e divertente. Temperatura buona nonostante il tempo un po’ grigio. Il crollo alla base della parete della settimana scorsa non ha toccato la via, invece al momento il primo tiro dell’armandone è impraticabile.
In treno fino ad acqua santa, scesi in traversata fino a Pegli. Cresta didattica, le protezioni sono in ordine.
Spit presenti nei punti giusti, tutta l’attrezzatura è in ordine. Solo la corda fissa della calata nell’intaglio appare consumata, fare attenzione.
Sentiero sempre ben segnato.Ai bivi cercare attentamente le frecce gialle. Molte nubi e nebbia.
Ieri abbiamo ultimato i lavori di pulizia e disgaggio. Essendo una via di montagna, si raccomanda comunque il casco e cautela sia nell’uso di appigli e appoggi, sia nelle calate in doppia. Allego alcune foto effettuate durante l’apertura e la ripetizione.
settori Via Lattea e Small Wall. Quei moschettoni di sosta consumati spero vengano sostituiti con roba in acciaio (anche se non apribile, anzi meglio)! Roccia super, gradi a volte davvero bassi, qualche chiodo un po alto (x i meno alti di 1m80).
Come descritto. Tutti i tiri divertenti e interessanti. Alla fine la roccia non è male. Qualche blocco che muove ma nulla di che.
sentieri complessivamente ben messi: ottimo da saccona a frigerole e addirittura la traccia che sale su verso l’angiolino è molto ben marcata dal passaggio delle vacche fino al pianetto a quota 2000m circa. buona anche la discesa fino a leitisetto, mentre la bretella non è ben messa
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