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queste sono piu belle: https://sbacoustics.com/product/gema/ Gema is a large 3-way speaker paying homage to the classic speaker of the 1970’s. Generous enclosure proportions fitted with large bass drivers were the bee’s knees at the time. And for good reason! The Gema is our take on a retro-styled speaker, and the much loved 12″ SB34NRXL75-8 lays the foundation of a deep, well controlled and tuneful bassline. The dedicated midrange is covered from 680Hz and all the way up to 3kHz by the 4″ paper cone SB12MNRX2-25-4 which is characterized by good efficiency, low moving mass and great linearity resulting in excellent midrange clarity. To perfectly match the articulate and open midrange the top end is handed over to the 1 inch soft dome SB26STAC-c000-4 equipped with die-cast aluminium faceplate, optimised rear chamber and full copper cap. The well braced cabinet is designed with a large slot port tuned to 28 Hz opening to the front of the speaker and a generous sealed enclosure for the dedicated midrange. We highly recommend building the speakers from high quality 18mm plywood. A good starting point for the placement of the Gema would be a spacing of 2.5-3 meters between the speakers with generous clearance to any side and rear walls and ideally on a stand or plinth elevating the speaker about 25cm from the floor and tilted back at about 6 degrees and a slight toe in. The tweeter and midrange are intended to be on the outside, but this will depend on the room – as usual, we enco

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manco a farlo apposta, il motore di ricerca mi suggerisce la presentazione di queste casse: . . tre vie americane "alla vecchia", cioè in stile anni '80. Sentite, cioè... leggete: Il punto distintivo è la sospensione pneumatica, tecnologia che appartiene alla storia di KLH fin dagli anni ’60 e ... . In un ambiente domestico questa soluzione può rivelarsi particolarmente interessante quando i diffusori devono essere collocati vicino alle pareti, situazione tutt’altro che rara negli appartamenti moderni. La sospensione pneumatica punta soprattutto a ottenere una risposta più controllata e prevedibile, riducendo la dipendenza dal posizionamento. È un approccio coerente con la filosofia KLH, che sul Model Four sembra aver privilegiato la possibilità di ottenere un risultato equilibrato anche in condizioni lontane dall’ideale. Il sistema è basato su un woofer da 8 pollici con cono in carta e sospensione in gomma a rollio inverso ( nota mia). La risposta dichiarata scende fino a 46 Hz, valore che va letto considerando soprattutto la tipologia di caricamento. Il Model Four non punta infatti a generare artificialmente una grande quantità di energia alle frequenze più basse, ma a mantenere un comportamento controllato e coerente. Perché mai la sospensione dovrebbe essere meglio di un reflex nel caso di pareti vicine? Affermazione perfettamente gratuita, se mi avvicino o allontano dalla parete, anche non considerando le prime riflessioni, non è certo il solo estremo bassissimo che ne r

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E' da che è nato l'esoterismo, che gira 'sta storia dei bassi. Non servono, sono da tamarri, sporcano il messaggio musicale, fanno venire il mal di mare... Seeeh... E come no. . . Quando ero ragazzo, se qualcuno se ne fosse uscito con simili amenità sarebbe stato accompagnato al più vicino ambulatorio per un TSO psichiatrico. Il ragionamento era semplice: ci sono i bassi nella musica? Si! E allora li vogliamo nella riproduzione; se ci accontentiamo che il basso e la batteria somigliano solo ad un basso e a una batteria è perché non ci possiamo permettere casse adeguate. Ma aspetta che posso comperarmi i monitor XXX piuttosto che ZZZ e sentirete voi. Quasi niente sbagliato, che poi riprodurli ponga qualche difficoltà in più è vero ma non cambia la questione. La storiella dei bassi che sporcano è nata nell'epoca della divisione delle riviste in due parti distinte e non comunicanti: sezione misuroni e sezione ascoltoni. La cassa più diffusa tra gli ascoltoni è sempre stata un due vie su stand. Questa è la scelta più funzionale per il mercato ma il due vie compatto rimane pur sempre la configurazione entry level per eccellenza. Il fatto è che se devo convincere l'ascoltone a cambiare casse un tre vie con velleità qualitative per cui non sappia di "consumer" per molti costa troppo, quindi bisogna rimanere sul piccolo due vie puntando sull'enfatizzazione del dettaglio, dell' ariosità, della ricostruzione della scena ecc. ecc. Tutte belle cose in sé ma non così importanti in mancanz

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bobgraw ha scritto: ↑ venerdì 25 settembre 2026, 17:42 ... P.S. 3 col senno di poi, il giorno che le riviste Audio sono state sostituite dai forum e quello in cui i forum, sono stati sostituiti dalle foto degli impianti sui Social, è stato un giorno funesto per gli audiofili... Il vero problema è che -negli anni- si è persa la nozione della complessità dell'Elettroacustica... per cui sembra che chiunque possa aprir bocca e dar fiato. Quel che dice il personaggio citato è -in realtà- vero, nel senso che un impianto con la risposta tagliata in basso a 40-45 Hz ha tutte le probabilità di suonar meglio nei normali ambienti d'ascolto, rispetto a come suonerebbe un impianto la cui risposta si estenda fino a 25-30 Hz... Però... Però accade che di ambienti ve ne siano di tutte le dimensioni, specie nelle abitazioni moderne, dove è frequente incontrare concentrazioni di risonanze intorno a 50 Hz. Secondo quella logica, in questi ambienti suonerebbero meglio dei diffusori la cui risposta non scenda sotto 60 Hz, ma si dà il caso che un taglio del genere sia una vera sciagura per il pop-rock e per la resa dell'ambienza negli altri generi musicali. La materia è dunque complessa, ed è comprensibile che chi la conosce poco (anche se è un operatore del settore) possa vedere solo una fetta della realtà. Chi ha maggiore cultura ed espereinza sa che è del tutto possibile ascoltare anche i 20 Hz in una stanza da 3 x 3 metri... ma occorrono soluzioni tecniche originali e piuttosto complesse (ma n

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bobgraw ha scritto: ↑ venerdì 25 settembre 2026, 17:42 ... P.S. 3 col senno di poi, il giorno che le riviste Audio sono state sostituite dai forum e quello in cui i forum, sono stati sostituiti dalle foto degli impianti sui Social, è stato un giorno funesto per gli audiofili... Il vero problema è che -negli anni- si è persa la nozione della complessità dell'Elettroacustica... per cui sembra che chiunque possa aprir bocca e dar fiato. Quel che dice il personaggio citato è -in realtà- vero, nel senso che un impianto con la risposta tagliata in basso a 40-45 Hz ha tutte le probabilità di suonar meglio nei normali ambienti d'ascolto, rispetto a come suonerebbe un impianto la cui risposta si estenda fino a 25-30 Hz... Però... Però accade che di ambienti ve ne siano di tutte le dimensioni, specie nelle abitazioni moderne, dove è frequente incontrare concentrazioni di risonanze intorno a 50 Hz. Secondo quella logica, in questi ambienti suonerebbero meglio dei diffusori la cui risposta non scenda sotto 60 Hz, ma si dà il caso che un taglio del genere sia una vera sciagura per il pop-rock e per la resa dell'ambienza negli altri generi musicali. La materia è dunque complessa, ed è comprensibile che chi la conosce poco (anche se è un operatore del settore) possa vedere solo una fetta della realtà. Chi ha maggiore cultura ed espereinza sa che è del tutto possibile ascoltare anche i 20 Hz in una stanza da 3 x 3 metri... ma occorrono soluzioni tecniche originali e piuttosto complesse (ma n

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Post appena letto dal gruppo facebook "Amici audiofili italiani", al quale non ho avuto la forza e neppure la voglia di rispondere, a firma se ho capito bene del titolare di Microsound. "Ieri sono venuti nella showroom di MicroSound degli amici ad ascoltare l’impianto che porteremo in Fiera a Milano. Si è finito a parlare dei bassi, che nel nostro sistema 3 vie attuale arriva intorno ai 40 Hz circa. Mi sono reso conto però di una convinzione diffusa tra gli audiofili, cioè che si parla dei bassi come se fossero una specie di liquido da versare dentro una stanza: se la stanza è grande ce ne vuole di più, se è piccola ce ne vuole di meno, se il diffusore scende a 30 Hz è automaticamente migliore di uno che si ferma a 45, e se magari si aggiunge un subwoofer allora il problema dovrebbe essere risolto. In realtà con le basse frequenze funziona in modo parecchio diverso, perché a 60 Hz la lunghezza d'onda è già di circa 5,7 metri, a 40 Hz siamo intorno agli 8,6 metri e a 30 Hz si superano gli 11 metri, quindi molto rapidamente si arriva a dimensioni che hanno direttamente a che fare con quelle fisiche della stanza (e che molto frequentemente superano). E quando si parla di dimensioni della stanza non bisogna pensare solo a lunghezza e larghezza, perché c'è anche l'altezza, che è normalmente la dimensione più corta e quindi diventa importante già a frequenze relativamente alte. In una stanza con soffitto di 2,7 metri, il primo modo verticale cade attorno ai 63 Hz, quindi proprio in

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